Il Novecento può dirsi il secolo delle avanguardie – nel senso che da esse derivano i tratti che meglio caratterizzano il percorso della contemporaneità.

Eccone un’interpretazione personale che tratteggia i principali aspetti delle avanguardie artistiche:

Le avanguardie

Le avanguardie sono il Novecento. Sono i soldati in prima linea dello sbarco in Normandia, sono la breve ma intensa corsa allo scoperto contro la staticità della trincea, sono il coraggio di farsi avanti e capovolgere gli esiti di un conflitto contro ciò che fino a quel momento aveva dilagato in Europa, la culla dell’Arte.

Le avanguardie sono i sottomarini dell’età moderna comparate alle caravelle di Colombo, sono la scoperta che va oltre la superficie dell’acqua, oltre l’inspiegabile, oltre il semplice riflesso di un’arte passata che, nell’ammirare la bellezza e nel volerla emulare, si suicida come Narciso senza accorgersi di essere lei stessa ciò che stava cercando.

Le avanguardie sono l’emergere della forza vitale, dello spirito dionosiaco di cui parla Nietzsche, sono l’accogliere questa essenza e il suo manifestarsi irrazionale e caotico, che tuttavia esprimono meglio il concetto di arte, contro le costrizioni razionali del passato che invece, nel voler allontanare questo caos, erano loro stesse matrici di irrazionalità e confusione.

Le avanguardie sono l’acutezza di saper cogliere più facce di uno stesso dado nella medesima raffigurazione, contro la prospettiva che paradossalmente schiacciava la realtà: perchè di fronte ad un cubo di Rubik apparentemente non completo, come potevano essere i dipinti di Picasso, si cercava di trovare la soluzione senza però comprenderne il processo, mentre invece il Cubismo, oltre ad ampliare la visione sulle diverse facce del cubo, mira inoltre a capirne il meccanismo.

Giallo, rosso, blu di V.V.Kandisky

Le avanguardie sono la scoperta della natura ondulatoria della luce, del movimento continuo, della dinamicità delle cose anche quando a noi appaiono ferme; esse sono il fascino per il progresso, per l’innovazione, come manifestato dai futuristi, contro un’inconcludente mortificazione della vita, e quindi dell’arte stessa, nel guardare il passato: come Medusa nel quadro di Caravaggio, che nonostante le sue doti ha essa stessa lo sguardo pietrificato. Esse sono proprio il distogliere questo sguardo, il suo capovolgersi come con il Dadaismo.

Le avanguardie sono le conseguenti teorie di Einstein, la relatività, il crescere dei punti di vista e la rivalutazione della soggettività contro l’oggettività di un’unica possibile interpretazione, sono il calare le rappresentazioni nel tempo. Esse rappresentano l’inconscio di Freud, questo emergere di sogno e irrazionale che troviamo nel Surrealismo, l’accettare l’esistenza di una realtà anche se non la vediamo, come nei dipinti astrattisiti: si tratta proprio di questa capacità di astrarre l’arte da noi.

Lupo Lorenzo

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